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L’Orecchio di Giano 2022
Canova 200 / Omaggio a Canova

Concerto n.1 / giovedì 5 maggio INAUGURAZIONE 2022 e CONVEGNO DI STUDI

VILLA GIULIA
giovedì 5 maggio, ore 17:30

L’Orecchio di Giano: Dialoghi della Antica et Moderna Musica / I naviganti del Tempo a Villa Giulia
INAUGURAZIONE della XXI edizione

> PDF del Programma generale 2022

INFO & TICKETS

Omaggio a Canova
Giovanni Battista Cimador [1761-1805], "Pigmalione"
Bernard Viguerie [1761-1819], "La Battaglia di Marengo” 
Flavio Colusso, "I naviganti del Tempo - omaggio a Canova" (Prima assoluta)

Ensemble Seicentonovecento | dir. e regìa, Flavio Colusso
Luigi Petroni, Tenore (Pigmalione / Crononauta)
Silvia De Palma, Chiara Guglielmi, Margherita Pace, Voci
Dario Ciotoli, Voce recitante
Paolo Perrone, violino | Andrea Lattarulo, violoncello | Alberto Galletti, pianoforte

Evento conclusivo del 
Convegno interdisciplinare di studi
nel bicentenario della morte di Antonio Canova [1757-1822]
VILLA LANTE AL GIANICOLO, ore 10:00-12:30
VILLA GIULIA (Sala della Fortuna), ore 14:00-17:00
con la partecipazione di: Anna Alberati, Pio Baldi, Ria Berg, Marco Bussagli, Tancredi Carunchio, Flavio Colusso, Vittorio Maria de Bonis, Valentino Nizzo, Simo Örmä, Rodolfo Papa, Giuseppe Pavanello, Claudio Strinati, Luigi Verdi.

con il patrocinio di:
- Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Bicentenario della morte di Antonio Canova
- Pontificia Insigne Accademia di Belle Arti e Lettere dei "Virtuosi al Pantheon"
 
> VIDEO completo del CONVEGNO

#canova200
Celebriamo Antonio Canova [1757-1822] non solo come uno dei più grandi artisti di ogni tempo – «il maggior lume vivente delle arti, colui che ridestò nella nostra età il bello degli antichi» – ma anche come un amico, un nostro vicino, uno di noi con cui passiamo insieme momenti della nostra quotidianità, spesso nei suoi stessi luoghi e nei tempi a noi concessi dalla Provvidenza e dall’impegno artistico, scientifico, umanistico: sulle pareti del salone di Villa Lante al Gianicolo – proprietà dal 1951 dell’Institutum Romanum Finlandiae – vi sono sei importanti bassorilievi in gesso del Canova rappresentanti: 1.Insegnare agli ignoranti; 2.Dar da mangiare agli affamati; 3.La Nascita di Bacco; 4.La morte di Adone; 5.Socrate che difende Alcibiade nella battaglia di Potidea; 6.Socrate che congeda la famiglia.
Nel florilegio delle metafore cerchiamo di riscoprire con occhi sempre nuovi, con «gli occhi dell’anima», quelle Virtù rappresentate dall’arte e dall’idea: la «perfetta bellezza dell’anima».
Le «reliquie del gusto antico», che Canova ha saputo trasmettere e trasformare mirabilmente nelle sue opere, palpitano, ci parlano e sembrano incarnare le parole del sommo Ovidio «Tanta è l’arte, che l’arte non si vede [Metamorfosi, Libro X]». Come Canova stesso ci ha indicato «Lo spettatore che rimane sorpreso, commosso e contento, non chiederà se si sono seguite le regole, ma griderà meraviglia. […] perché quell’infrazione è la massima dottrina dell’arte, dell’esperienza, della filosofia».
È  noto il particolare rapporto tra Napoleone e Canova, inizialmente ostile al futuro Imperatore. L’artista, grazie alla sua franchezza e all’ascendente che aveva sull’uomo più potente d’Europa, attraverso incontri riservati riuscì a trattare il ritorno di numerose opere d’arte sottratte all’Italia.

Pigmalione [“La statua animata”] è un breve dramma in un Atto di Antonio Simeone Sografi [1759-1818], posto in musica nel 1790 dal veneziano Giovanni Battista Cimador [1761-1805]. Ispirato al personaggio mitologico [Ovidio, Metamorfosi, Libro X], re di Cipro e scultore, che si innamora della statua da lui scolpita al punto che la dea Afrodite, commossa dalle sue preghiere, la trasforma in donna, mette in scena due personaggi, Pigmalione (tenore) e Galatea (soprano). Nel tradizionale impianto italiano, ma senza recitativi “secchi”, la partitura d’orchestra è segnata per 2 oboi, 2 corni, 1 fagotto, archi e Basso continuo ma prevede anche un’Arpa concertata che interviene, insieme a oboe e fagotto concertanti e violini con sordina, nella scena della metamorfosi “Qual divino concerto, qual soave armonia rapisce l’alma mia».
Il soggetto fu trattato anche da Jean Jacques Rousseau (1770), Bonifacio Asioli (1796), Luigi Cherubini (1809) - per il celebre castrato Girolamo Crescentini, Gaetano Donizetti (1816), George Bernard Shaw (1913). L’opera di Cimador riscosse un successo notevole in molti paesi d’Europa; l’aria Bel nume che adoro fu inserita – attribuita erroneamente a Domenico Cimarosa – da Alessandro Parisotti nel 3° Libro della sua celebre raccolta di Arie Antiche edita da Ricordi tra il 1885 e il 1900; il baritono Renato Bruson l’ha poi registrata in una sua raccolta di “Arie Antiche” (Arts 1988), restituendone la corretta paternità.

La Battaglia di Marengo
Di rarissima esecuzione è il breve Melologo intitolato: “Bataille de Maringo, Piece Militaire et Historique pour le Forte Piano avec accompagnement de violon et basse, dediée a l’Armée de Réserve par Bernard Viguerie [Op.8]”, diviso in sette siparietti descrittivi delle fasi alterne della celeberrima battaglia combattuta dal Primo console Napoleone Bonaparte contro il generale Von Melas il 14 giugno del 1800. Con il linguaggio tipico della strategia militare dell’epoca sono enunciati da una Voce recitante durante l’esecuzione musicale: Marce, Comandi, Richiami, Colpi di cannone, Appelli, Squilli di trombette, Attacchi, Fuochi incessanti, Colpi di sciabola e di bajonetta, Galoppo de’ cavalli, Fughe, Ritirate, "Pianti de’ feriti e dei Moribondi". Con grande concitazione ed effetti viene narrato come "Li Francesi sono respinti e fanno ritirata fino a San Giuliano | il Primo Console arresta questo movimento di ritirata | il corpo comandato dal Generale Dessaix carica il nemico alla bajonetta. Questo generale è ferito mortalmente | le truppe ch’egli comandava giurano di vendicare la sua morte, e si precipitano con furore sopra la prima linea nemica, e l’Inimico si ripiega sopra la seconda linea. Le due linee riunite caricano a loro volta li Francesi. Il Generale Kelerman alla testa della Cavalleria Francese carica il Nemico [che] è rispinto e forzato di prender la fuga | è perseguitato al di là di Marengo".
Concludono la petite Pièce tre Arie: 1. “dopo la Vittoria”; 2. “all’Egiziana”; 3. “à Passo Raddoppiato".
Nella partitura musicale è presente inoltre un’indicazione di grande interesse musicologico, quella che possiamo definire la prima descrizione di quell’effetto musicale che un secolo dopo sarà denominato "CLUSTER", tipico delle esecuzioni della cosiddetta Musica contemporanea : “Si esprimeranno li colpi di cannone segnati ╬ stendendo il braccio destro, e le due mani piatte sopra le tre ottave di basso per far suonare indistintamente tutte le note, e si sosterrà il suono fintanto che le vibrazioni siano quasi smorzate”. 

I naviganti del Tempo - omaggio a Canova, “teatro allegorico e fantastico” di Flavio Colusso, nasce sulle tracce recondite di percorsi artistici e di ricerca sovrapposti già intrapresi con il primo "I naviganti del Tempo - omaggio a Winckelmann" del 2017, dove su un palcoscenico onirico – una nave di rame e oro che vola pericolosamente fuori delle dimensioni conosciute – si aggirano un Crononauta artista-Filosofo-archeologo, una Puella magica che lo coinvolge in un amplesso-battesimo straordinario, tre fanciulle-Parche-bibliotecarie che filano commentando con “Litanie bibliografiche” fatte di sigle di antichi codici manoscritti. Torna anche in questo nuovo lavoro la visione dell’isola galleggiante immersa nella luce che sale dal mare verso il Crononauta il quale prosegue il suo viaggio avventuroso. Incontra innumerevoli «reliquie del gusto antico», seguendo il filo che si è rivelato attraverso una “Porta” apparsa in un frammento canoviano: pietre, parole, voci emergono da cumuli di rovine che, ancora una volta, mostrano come «attraverso il ricordo dell’originale la memoria può essere mondata della storia, e può ritornare l’Età dell’Oro del vecchio Crono e del Fanciullo divino». 
Nel nuovo Libretto emerge il rapporto privilegiato degli artisti e dello stesso Canova con la città di Roma, "ove sono per tutto ruine, ho trovato il lieto soggiorno delle Arti sorelle” […] e mi misi a fare invenzione. Madre e sede antica delle arti, è il mio unico asilo", temi che risuonano in apertura e chiusura dello spettacolo nelle "Elegie Romane" di Goethe, presente nella Città eterna negli stessi anni.

Omaggio a Canova - Giornate di studi
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ROMA, giovedì 5 maggio 2022 - Villa Lante al Gianicolo & Villa Giulia

si può seguire il Convegno anche da remoto (ZOOM) registrandosi al Link
> https://irfrome.org/it/5-5-convegno-su-antonio-canova/ 

VILLA LANTE AL GIANICOLO : Institutum Romanum Finlandiae
Prima sessione di studi
ore 10:00  indirizzi di saluto : Ria Berg, Flavio Colusso, Tancredi Carunchio
ore 10:30  SIMO ÖRMÄ, Canova a Villa Lante al Gianicolo
ore 11:00  GIUSEPPE PAVANELLO, Gli studi canoviani oggi
ore 11:45  MARCO BUSSAGLI, Canova e il Nudo tra sensualità e spiritualità
ore 12:15  VITTORIO MARIA DE BONIS, Il Museo Atelier Canova-Tadolini (con visita virtuale > https://www.canovatadolini.com/)

VILLA GIULIA : Museo Nazionale Etrusco (Sala della Fortuna)
Seconda sessione di studi
ore 14:15  indirizzi di saluto : Valentino Nizzo, Flavio Colusso, Pio Baldi
ore 14:30  LUIGI VERDI, La famiglia Tadolini, scultori e musicisti tra Bologna e Roma
ore 15:00  ANNA ALBERATI, Viguerie: La battaglia di Marengo in musica (… e in cucina)
ore 15:30  RODOLFO PAPA, Intorno a Canova: il concetto di bellezza e i modelli estetici del Neoclassicismo
ore 16:00  CLAUDIO STRINATI, Guerra e Pace nell’ottica canoviana
ore 16:30  FLAVIO COLUSSO, I naviganti del Tempo - Omaggio a Canova


Sabato 23 luglio 2022 il Concerto spirituale Labyrinthus “Il pellegrinaggio di Antonio Canova”, con la Cappella Musicale di San Giacomo. L’evento si svolge nella Basilica di S. Giacomo in Augusta dell’antico “Ospedale dell’Incurabili” che si trova proprio dove visse e operò il Canova a partire dal 1783 nel suo primo Studio in via delle Colonnette.