VILLE IN MUSICA
2026 - PRIMA EDIZIONE
BAGNAIA, Villa Lante
domenica 27 settembre, ore 18:00
ore 16:30 - Visita guidata Giardini e Palazzo
"Serenata Virtuosa"
musiche di : Barbella, Cecere, Händel, Valentini, Vivaldi
Collegium Pro Musica
Stefano Bagliano, Maestro di concerto e flauto diritto
Carlo Aonzo, mandolino
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> Ville Monumentali della Tuscia
> PROGRAMMA GENERALE 2026
Il programma vede diversi strumenti in uso nel Settecento: oltre ai più noti flauto diritto, o “dolce”, violini, violoncello e clavicembalo, ve ne è anche uno di più raro utilizzo, il mandolino. Strumento di origini popolari, divenne il passatempo preferito dell’aristocrazia, soprattutto napoletana, divenendo uno dei protagonisti dello stile colto e galante. Tra i principali compositori che scrissero per mandolino spiccano Emanuele Barbella [1718-1777], autore di celebri concerti e sonate caratterizzati da un lirismo dolce e dall’utilizzo di elementi della tradizione popolare e Carlo Cecere [1706-1761], autore di importanti concerti per mandolino e archi.
Il "Concerto in Si bemolle per flauto, archi e basso continuo" di Roberto Valentino, noto anche come Robert Valentine, inglese nato a Leicester, naturalizzato italiano e morto a Roma, fa parte della raccolta di “Ventiquattro Concerti per flauto e archi” custodita presso la Biblioteca del Conservatorio “San Pietro a Maiella” di Napoli. "Chandos Anthems" (HWV 246-256) è il titolo di una raccolta di dodici Salmi messi in musica di Georg Friedrich Händel, tradotti in inglese. Romain Rolland ha scritto che «essi stavano, in relazione agli oratori di Händel, più o meno allo stesso modo in cui le cantate italiane stavano alle sue opere: splendidi schizzi delle opere più monumentali». John Anthony Davis ne ha scritto che essi contengono «quasi ogni tipo e stile della musica di Händel» e «presentano un panorama piuttosto completo della produzione creativa del compositore».
Il raffinato "Concerto da camera in La minore" (RV 108) per flauto dolce, due violini e Bc di Antonio Vivaldi, composto tra il 1720 e il 1724, si sviluppa nella classica struttura in tre movimenti, con un Allegro vivace e dialogato tra flauto e violini; un Largo centrale, di lirica e profonda espressività; un Allegro finale, brillante e dal ritmo incalzante.